Non capita tutti i giorni di trovarsi
a tu per tu con un premio Nobel. Ma ancora più sorprendente
è pensare che, quella signora dai capelli argentei che ti
sta di fronte, porta quel nome, quel pugno di lettere, Rita
Levi Montalcini, che ogni mattina incontri con lo sguardo
entrando nella tua scuola, il prestigioso Classico di via
Santo Stefano.
“Il primo impatto? Una donna con una grandissima
disponibilità, una grande carica umana, una persona con una
grande voglia di mettersi in gioco e misurarsi”. Le parole
sono di Giovanna Degli Esposti, vicepreside e insegnante di
Storia dell’Arte. Sono passate poche ore dall’incontro con
la Montalcini, della breve ma intensa ‘udienza’ dedicata
alla delegazione del Classico bolognese e ancora il ricordo
palpita di emozioni. ‘L’avevo conosciuta alcuni anni fa; nel
dicembre del 2002 le era stato dedicato il nostro Liceo ma
lei non era potuta venire alla cerimonia dell’inaugurazione
per colpa della neve. Era però sbarcata qualche mese dopo,
in aprile, per presentare il suo volume ‘Tempo di mutamenti’
edito dalla Baldini e Castaldi. Mi aveva impressionato,
mentre conversava con il professor Angelo Varni, questo suo
continuo rapportarsi ai giovani, novelli Magellani,
incaricati di riscoprire il mondo con nuovi occhi. E anche
l’altro giorno, quando ci ha ricevuti, ho trovato che il suo
sguardo si accendeva mentre conversava con i ragazzi, molti
dei quali la incontravano per la prima volta nella loro
vita’. ‘Parlava con una voce sottile, sottile- racconta uno
dei ragazzi della delegazione- ma tutti hanno seguito il
discorso senza perdere una parola. Un grande magnetismo,
devo ammetterlo, non facile da trovare in persone ben più
giovani. Eravamo in quindici, in rappresentanza di tutte le
classi del Montalcini e lei ha avuto una parola, uno
sguardo, un’attenzione per ognuno di noi’
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